L'Economia ed i suoi segreti

Come funziona l'economia e come indirizza e guida la nostra vita sociale.

La Moneta come controvalore della ricchezza e degli scambi.

Gold and dollar standard
Il sistema aureo (in inglese, gold standard) venne introdotto tra i principali paesi capitalistici all'inizio del XIX secolo fino al 1914. Esso comportava cambi fissi, in quanto ciascuna valuta aveva un valore espresso in oro e la banca centrale era impegnata a convertire in oro qualunque ammontare di valuta nazionale. I mezzi di pagamento internazionale accettati tra le banche centrali erano limitati all'oro e alla valuta nazionale principale, la sterlina inglese. Dal 1880 in poi, il sistema divenne esteso e complesso. Nonostante vi fossero poche regole scritte e nessuna autorità sovranazionale, esso fu sorprendentemente stabile fino alla crisi della sterlina alla vigilia della I guerra mondiale. Per molti studiosi esso è ancora oggi sinonimo di sviluppo ordinato e stabilità internazionale. Tra la I e la II guerra mondiale vi fu un periodo di forte instabilità valutaria e di sostanziale assenza di un vero e proprio sistema monetario internazionale. Molti paesi furono incapaci di mantenere gli impegni necessari al funzionamento del sistema aureo e passarono al regime di fluttuazione. Una delle ragioni furono i conflitti degli interessi nazionali in diverse parti del mondo, in particolare quelli tra paesi in via d'industrializzazione, come gli Stati Uniti e alcuni paesi latino-americani, che volevano giovarsi della loro capacità di esportare merci e importare capitali, e paesi capitalistici più maturi o indeboliti dalla guerra, come Gran Bretagna, Francia e Germania, che volevano proteggere le loro produzioni nazionali. L'instabilità valutaria e monetaria di quel periodo fu una delle cause della profonda crisi economica mondiale degli anni '30.

Il sistema del dollaro (in inglese, dollar standard), noto anche come sistema di Bretton Woods, dal nome della cittadina americana dove vennero firmati gli accordi economici internazionali tra i paesi alleati nel 1944. L'esperienza degli anni '30 influì molto sugli economisti e gli uomini politici, e sulla loro determinazione a ricreare un sistema internazionale ordinato e orientato alla stabilità e allo sviluppo, in particolare attraverso l'influsso intellettuale di John M. Keynes (Gran Bretagna, 1883-1946) il quale fu anche capo-delegazione inglese a Bretton Woods. Poiché il sistema aureo apparve troppo rigido e privo di adeguati supporti sovranazionali, venne concepito un sistema di cambi fissi in cui solo il dollaro era ufficialmente convertibile in oro, tutte le altre valute erano quotate in dollari ad un tasso prefissato (ad es. 615 lire per 1 dollaro), e al FMI (Fondo Monetario Internazionale) venne affidato il compito di aiutare con mezzi di pagamento propri (diritti speciali di prelievo) le banche centrali che dovessero avere riserve insufficienti per rispettare gli accordi di cambio. Il sistema prevedeva anche controlli delle autorità nazionali sui movimenti di capitali per evitare attacchi speculativi.

degli Stati Uniti dichiarò di non essere più in grado di convertire in oro la massa dei dollari in circolazione come previsto dagli accordi. Da allora il dollaro è una valuta fluttuante, gli Stati Uniti non hanno più preso accordi internazionali vincolanti in campo valutario, hanno sempre più accentuato gli spazi di autonomia nazionale e la deregolamentazione del sistema monetario internazionale. La maggior parte dei paesi europei occidentali ha invece cercato più volte di reinstaurare accordi di cambio. L'esperienza più significativa è stata quella del Sistema Monetario Europeo, avviato nel 1979 e culminato con la creazione della moneta unica europea nel gennaio del 1999, non senza però due serie crisi intermedie nel 1992 (allorché lira italiana e sterlina inglese uscirono temporaneamente dal sistema) e 1993. Le vicende dei paesi extra-europei nel corso dell'evoluzione recente del sistema monetario internazionale sono state contraddittorie. Non sembra esservi un legame certo e stabile tra la scelta del regime valutario e le possibilità di sviluppo economico: al contrario, quale sia il regime migliore sembra dipendere fortemente dal contesto internazionale e dalle circostanze interne.

Testo tratto da Utopie.it